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Carbone, conti, riversioni

08/03/2010

L’Associazione per la difesa del servizio pubblico nella sua ultima seduta ha preso atto che la Commissione energia del Gran Consiglio ha proceduto alla firma dei rapporti sulla partecipazione di AET alla centrale a carbone di Lünen in Germania, di quello sui conti e la gestione 2007 e 2008 e si appresta a concludere la discussione sulle riversioni. L’ASP, prima del dibattito in GC previsto per fine mese, ha deciso di ribadire e di precisare le proprie posizioni. Per quanto riguarda la centrale a carbone, l’ASP conferma la sua posizione contraria alla partecipazione. Essa condivide le argomentazioni del rapporto di minoranza Pestoni/Stojanovic secondo il quale anche il Ticino può e deve dare un contributo alla riduzione delle emissioni di CO2, facendo ricorso alle energie rinnovabili (eolico, geotermico, solare, biomassa,…). AET e Cantone devono impegnarsi maggiormente in questa direzione, come pure in iniziative volte a contenere il consumo di energia. Sui conti, l’ASP ha preso atto del rapporto della Commissione energia, nonché del rapporto della Commissione per il controllo del mandato pubblico. Dagli stessi emerge che in passato ci sono state manchevolezze, errori di valutazione negli investimenti e insufficiente controllo da parte del Consiglio di amministrazione. Ciò ha comportato perdite, per un importo di circa 15 milioni di franchi, ma anche investimenti poco giustificabili dal profilo etico o ambientale. L’ASP prende tuttavia atto con piacere che la nuova gestione di AET ha adottato una serie di misure organizzative che dovrebbero evitare il ripetersi di errori e che intende dar seguito a raccomandazioni della commissione energie di abbandonare gli investimenti a carattere strettamente finanziario e di concentrare la propria attenzione su investimenti a carattere produttivo. Prende pure atto che, malgrado queste vicende, AET ha finanze e una struttura solida in grado di svolgere un ruolo essenziale nel Cantone. Per quanto riguarda le riversioni, l’ASP ritiene che le due proposte governative in discussione da tempo (Calcaccia, Airolo; Morobbia, Bellinzona) dovrebbero essere accolte, ritenuto che i Comuni sarebbero adeguatamente indennizzati. Queste riversioni sono infatti necessarie per favorire la formazione di un forte polo produttivo cantonale, in un momento in cui la nuova legge sulla liberalizzazione del mercato potrebbe destabilizzare il comparto energetico ticinese e favorire grossi produttori privati o pubblici, nazionali od esteri. Contemporaneamente e nella stessa ottica, è indispensabile che il Gran Consiglio modifichi la Legge sull’utilizzazione delle acque in modo da garantire che alla scadenza delle concessione dei grandi impianti ((Verzasca, Blenio, Maggia) gli stessi vengano ceduti automaticamente al Cantone e gestiti da AET.

 

 

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