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NO a nuove misure nocive al servizio pubblico

05/09/2016

 

Viva preoccupazione per la socialità e il servizio pubblico. È questo il giudizio dell'Associazione per la difesa del servizio pubblico sul messaggio n. 7184 del Consiglio di Stato concernente le misure di risparmio a livello cantonale. Per riequilibrare le finanze, il Consiglio di Stato propone infatti, per l'ennesima volta, una serie di misure che nuocciono alle prestazioni del servizio pubblico, in particolare: - nuovi tagli sugli effettivi del personale, che avranno sicure conseguenze negative sul servizio erogato agli utenti dell'amministrazione pubblica; - l'aumento di numerose tasse, che renderanno più difficile e costoso per i cittadini il ricorso agli uffici statali; - la riduzione dei sussidi per l'assicurazione malattia; - la riduzione del numero dei giudici di pace e dei giudici per i provvedimenti coercitivi; - un aggravio finanziario per coloro che fanno capo ai servizi di aiuto domiciliare; - la riduzione dei contributi per gli enti che si occupano di invalidi, all'Ente ospedaliero cantonale e ai trasporti pubblici; - la soppressione di corsi facoltativi al liceo. Inoltre, è da segnalare la riduzione delle borse di studio, proposta della maggioranza della commissione della gestione. Queste decisioni comportano una diminuzione delle risorse ai servizi pubblici e avranno conseguenze negative sugli studenti, sugli anziani e sui cittadini in generale. L'Associazione ritiene che è compito di uno Stato moderno garantire ai suoi abitanti condizioni quadro di vita adeguate, permettere di formarsi nel migliore dei modi, garantire a malati e agli anziani servizi adeguati a costi ragionevoli. Anche il facile accesso ai servizi amministrativi erogati dall'Amministrazione cantonale costituisce una ricchezza per il nostro paese, che va assolutamente salvaguardata. Le misure di risparmio proposte dal Consiglio di Stato contrastano con questo spirito e l'Associazione e invita il Gran Consiglio a non volerle accogliere. Essa sosterrà qualsiasi azione intesa a contrastare questa politica pregiudizievole al servizio pubblico.

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